Figure geometriche

Un cerchio. Un triangolo. Un rettangolo. Con queste tre figure geometriche bisognava disegnare un uomo per un test psicologico.

A volte con le amiche ci si diverte con poco e così a cena al ristorante, tra una portata e l’altra, in quattro e quattro otto, ho pensato a un ometto davvero curioso. Un cerchio piccolo come testa, niente occhi, né naso e nemmeno la bocca, un rettangolo enorme come tronco, niente collo e due triangoli come braccia e due triangoli come gambe con la base rivolta in giù.

La mia amica invece, con le stesse figure, ha disegnato un omino perfetto, pure con il cappellino in testa, con gli occhi, il naso ma senza bocca e tantissimi cerchi piccolini come collo e come gambe e per piedi due triangolini minuscoli con il vertice in basso. Pareva un ballerino.

La mia amica ” psicologa” che in realtà è una ginecologa ci ha dato il responso. Io e non l’avrei mai detto, sono creativa all’80 %, ho un 10 % di bontà e un altro 10 % di cattiveria. L’altra mia amica invece ha il 70 % di bontà, il 20 % di cattiveria e il 10 % di creatività.

Mi è comunque rimasta una domanda a cui non è stata data alcuna risposta: Ma come mai il mio uomo ha la testa piccola e non ha né occhi, né naso e né bocca? “

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Il grande onore

Una collega ha pensato bene di darmi il grande onore di inviarmi via mail un libro scritto da lei, un giallo per la precisione, per farmelo leggere.

Ma perchè proprio a me? Cosa ho fatto di male?

Oggi il mondo è pieno di persone che non leggono però scrivono …

Signore pietà.

A testa alta

Girovagando tra i blog ho letto un post il cui contenuto disapprovo in pieno.
Il post
di cui intendo parlarvi prende spunto da una frase della Meloni  in cui la stessa  si meravigliava che l’onorevole Boldrini, nella sua veste istituzionale, non avesse espresso alcuna riprovazione riguardo allo stupro subito dalla turista polacca e alla violenza patita dal suo compagno a Rimini.
Ebbene la blogger in questione, invece di cercare di compenetrarsi, per quanto possibile, nei panni della vittima, si schierava tutta a favore dei carnefici, sostenendo che la violenza da essi perpetrata in nulla differiva da quella posta in essere dagli Italiani all’interno delle pareti domestiche dando del razzista a chi sosteneva
il contrario.

Infatti si è scagliata pure contro di me che, in un commento, mi sono permessa di difendere la Meloni, esprimendo sconcerto per il post e le affermazioni in esso esplicitate. Non solo sono stata etichettata come razzista, invidiosa della Boldrini quando l’invidia è un vizio capitale che proprio non mi appartiene e da sempre ma anche invitata ad andare altrove.
Premesso che la violenza è da condannare sempre e comunque, è sotto gli occhi di tutti che, con l’ arrivo degli immigrati, i reati contro il patrimonio e contro la persona, specie contro le donne, sono aumentati a dismisura, tanto che vengono prese di mira anche le donne anziane.
Questo accade perchè alla base del loro comportamento non c’è alcuna considerazione nei confronti delle donne e per il ruolo da esse rivestito all’interno della famiglia e della società, essendo solo uno strumento per soddisfare i loro bisogni sessuali. La donna non vale niente, non è niente.
Questo modo di pensare e di agire cozza violentemente col nostro dove la donna,
al contrario, occupa un ruolo di primo piano nel lavoro e nella società.

La conferma della bontà di quanto ho detto arriva proprio da un ” mediatore culturale” , Abid Jee che ha spudoratamente reso pubblico su Facebook il suo pensiero ” … peggio solo all’ inizio ma poi la donna si calma ed è un rapporto normale … “. Agghiacciante il fatto che queste parole, altrettanto agghiaccianti, siano state scritte da un ragazzo di 24 anni, che vive e studia in Italia.

Questo avvalora la tesi che, rebus sic stantibus, nessuna integrazione è in atto e, a mio giudizio, nessuna integrazione è tuttora possibile, visto che questi ragazzi provengono da famiglie molto lontane e diverse da noi da cui hanno ereditato la mentalità, gli usi e i costumi, tanto che molto spesso finiscono per sviluppare un odio profondo nei confronti del mondo occidentale.
Tornando al post della nostra blogger mi ha fatto male constatare che nemmeno una parola sia stata spesa per la giovane donna polacca, marchiata a vita da questa orribile umiliazione, una ferita da cui dubito potrà
mai guarire. Non una parola di compassione, né di pietà. Nulla di nulla. Solo una presa di posizione a favore di quegli scellerati malfattori. Lei che pure è una donna. Ma come si fa e come si può essere così crudeli? E se fosse capitato a lei, a una sua amica o conoscente sarebbe stata altrettanto magnanima?

Una violenza siffatta è motivata da notevole disprezzo nei confronti di noi donne e se non siamo proprio noi donne a farci paladine dei nostri diritti, chi altri? Dobbiamo ribellarci a qualsiasi tentativo di impaurirci e di sottometterci ma, nel farlo, dobbiamo essere unite e compatte.

Da sole non andiamo da nessuna parte. Come quella giornalista che ha indossato il velo per parlare con un imam a Bari. Il velo da sempre è simbolo di sottomissione e noi non dobbiamo sottometterci a nessuno e per nessun motivo.

A testa alta. Sempre.

L’immagine è stata presa dal web.

Cani e Gatti

Il mondo è diviso in due grandi categorie, quella di chi ama i gatti è quella di chi ama i cani. Io appartengo a quest’ultima e amo, ricambiata, i cani mentre i gatti mi piacciono solo da un punto di vista estetico e basta.
Da questa premessa ne consegue che i rispettivi proprietari riflettono in sé tutti i pregi e
i difetti dei loro animali preferiti finendo addirittura per assomigliarsi fisicamente.
Chi ha un gatto è indipendente e libero, possiede facoltà paranormali ma al tempo stesso è inaffidabile ed egoista, essendo il suo comportamento proiettato a un suo tornaconto personale piuttosto che a quello degli altri.
Chi ha un cane, lo ammetto sono di parte, di sicuro è meno indipendente di chi ha un gatto ma è più incline all’amicizia disinteressata, è fedele e affettuoso e mai e poi mai tradirebbe un amico. Aborre la falsità.
Credo pertanto che dalle preferenze di una persona per un animale domestico piuttosto che per un altro se ne possano arguire carattere e indole e regolarsi di conseguenza sapendo in anticipo con chi si avrà a che fare.
E voi
siete più gatti o più cani?