Sorprese che scaldano il cuore

Al supermercato vicono a casa ho incontrato, dopo tanto tempo, una conoscente che abitava nella mia zona e che si è trasferita in un paesino limitrofo.

Con lei  facevo lunghe passeggiate a parlare di tutto e di niente, di cose importanti e di cose futili. I cani offrono una bella opportunità per stringere amicizie. Lei in giro col suo, un bassotto e io col mio Socrate.

Questa voce la riconosco” e mi è venuta incontro e mi ha abbracciato forte con affetto. Poi, come si fa di solito, abbiamo parlato un po’ di noi e un po’ dei nostri figli. Dei mariti, chissà perché, non se ne parla mai, soprattutto se e quando si è sposati da tanti anni.

Si capiva che era proprio felice di avermi incontrato e anch’io lo sono stata. Queste piccole sorprese riscaldano il cuore e riscalda anche il cuore constatare che c’è qualcuno che, nonostante la lontananza, pensa a te con simpatia.

Ci siamo ripromesse di non lasciar passare tanto tempo senza rivederci e spero di mantenere la promessa e non lasciarla cadere nel dimenticatoio e chissà che da una semplice conoscenza non possa nascere una bella amicizia.

E, se l’ho incontrata dopo tanto tempo, può darsi che il motivo sia proprio questo.

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Figure geometriche

Un cerchio. Un triangolo. Un rettangolo. Con queste tre figure geometriche bisognava disegnare un uomo per un test psicologico.

A volte con le amiche ci si diverte con poco e così a cena al ristorante, tra una portata e l’altra, in quattro e quattro otto, ho pensato a un ometto davvero curioso. Un cerchio piccolo come testa, niente occhi, né naso e nemmeno la bocca, un rettangolo enorme come tronco, niente collo e due triangoli come braccia e due triangoli come gambe con la base rivolta in giù.

La mia amica invece, con le stesse figure, ha disegnato un omino perfetto, pure con il cappellino in testa, con gli occhi, il naso ma senza bocca e tantissimi cerchi piccolini come collo e come gambe e per piedi due triangolini minuscoli con il vertice in basso. Pareva un ballerino.

La mia amica ” psicologa” che in realtà è una ginecologa ci ha dato il responso. Io e non l’avrei mai detto, sono creativa all’80 %, ho un 10 % di bontà e un altro 10 % di cattiveria. L’altra mia amica invece ha il 70 % di bontà, il 20 % di cattiveria e il 10 % di creatività.

Mi è comunque rimasta una domanda a cui non è stata data alcuna risposta: Ma come mai il mio uomo ha la testa piccola e non ha né occhi, né naso e né bocca? “

Anna Lucia

Da ragazza avevo una bellissima comitiva di amici, comitiva i cui componenti sono rimasti gli stessi nel tempo, non uno di più e non uno di meno, essendoci noi sempre rifiutati di allargare la cerchia ad altri.
Ciò nonostante quando conobbi Anna Lucia, figlia dell’allora prefetto della mia città natale, mi piacque talmente tanto che feci di tutto per inserirla nel mio gruppo e farla diventare una di noi.

L’  ammiravo. Lei, pur  essendo molto giovane, accompagnava il padre dappertutto, specie nelle manifestazioni ufficiali, perché lui era vedovo, e lei rappresentava la figura femminile al suo fianco. Non bella ma fascinosa e con uno stile tutto suo, ci sentivamo ogni giorno. Mi ha insegnato come muovermi con disinvoltura in ogni ambiente. Con lei mi sono divertita molto, in special modo al circolo ufficiali dell’ aeronautica dove c’ erano tanti bei ragazzi e tutti in tiro. Io l’ invitavo a tutte le feste e gli incontri che organizzavo con i miei amici.
Tutto questo è durato fino a quando il padre non venne trasferito a Roma, sua cit
tà d’ origine.
Lei mi lasciò i suoi recapiti telefonici e io ero certa di non aver perso l’amica perché
mi si presentava spesso l’occasione di andare a Roma per un motivo o per un altro.
Credevo ci saremmo riviste ma mi sbagliavo. Ogni volta che l’ho chiamata si è sempre negata al telefon
o, quindi ho capito e non l’ho chiamata più.
Evidentemente per lei ero un capitolo chiuso.
All’inizio ci sono rimasta molto male però poi ho pensato che in ogni caso mi aveva lasciato qualcosa e me ne sono fatta una ragione.
Non so nemmeno bene il perché ne sto parlando ora a distanza di anni, non so se é perché non l’ ho ancora digerito o perché le cose non concluse o non perfettamente concluse rimangono come sospese nel vuoto, eternamente appese al nulla e noi razionalmente non l
e accettiamo. Il cerchio va chiuso.
Di una cosa però son certa, io non mi sarei mai comportata con nessuno così, meno che mai con un’amica. I sentimenti degli altri non vanno calpestati.

Di sicuro per lei ero sullo stesso piano di tanti perfetti sconosciuti e poco importa se li conosci per cinque minuti o per cinque anni.
Per me l’ amicizia conta eccome ed è sempre disinteressata. Il “do ut des“, il “facio ut facias” non mi appartengono e va bene così.
E mi affeziono se pure sono agrodolce per carattere e anche per questo va bene così.