L’ esercito dei Mao Mao

Abbandonata da mio marito alle sette del mattino nella spiaggia dei due mari a Caprera, mi sono ritrovata in un Paradiso, tanto che l’iniziale disappunto si è subito trasformato in una sensazione di gioia per essere lì, tutta sola , a godere appieno della bellezza del mare, trasparente e verde azzurro, della spiaggia e della macchia mediterranea attorno.

Mi sono sistemata l’asciugamano sotto l’ombrellone e mi ci sono seduta sopra ad ammirare il panorama, incantata dalla bellezza del luogo. Il silenzio faceva da cornice e, come sempre in queste circostanze, mi sono sentita appagata e in pace con me stessa e col mondo. Nel mentre trasognavo ecco che alle mie spalle si è materializzata una signora non più giovane, del posto, che mi ha fatto i complimenti per essere in spiaggia di buonora e mi ha suggerito di approfittarne per farmi il bagno perché di lì a poco sarebbe arrivata una marea di gente e assai maleducata. Mi ha stretto la mano e ha continuato la sua passeggiata.

Ho seguito alla lettera il suo consiglio e, in men che non si dica, mi sono ritrovata in acqua, cullata dalle onde. Ho fatto il morto a galla, ho nuotato a stile libero e a rana, mi sentivo una sirena. Quando la pelle delle dita ha incominciato a raggrinzirsi sono uscita ed ero ancora sola anche perché erano le sette e mezzo di mattina.

Alle otto, come quella signora mi aveva predetto, è incominciata la processione. Il primo ad arrivare un signore in carrozzina a motore. Si è posizionato proprio di fronte al mare, per prima cosa si è acceso una sigaretta impuzzolendo l’aria. Subito dopo è stato raggiunto da una signora, presumo la moglie, con una specie di carrettino da cui ha scaricato due ombrelloni, uno più alto e uno più basso, una borsa frigo, due lettini, asciugamani e chi più ne ha più ne metta.

In un niente la spiaggia si è riempita all’inverosimile e la maggioranza delle persone portavano con sé lo stesso tipo di carrellino della moglie dell’uomo in carrozzina, anch’esso stipato all’ inverosimile. Bambini grandi e piccoli, palloni, urla.

Ma da dove sono usciti tutti questi Mao Mao? Mi sono sentita persa e con addosso la spiacevole sensazione che sia stata fatta violenza a un luogo così splendido e incontaminato. Per fortuna è tornato mio marito e me ne sono scappata via a gambe levate, lontana finalmente da quell’orda di barbari.

Annunci

Parmigiano e sterco di vacca

L’ho già scritto in altri post: a me piacciono le trasmissioni demenziali perché hanno il merito di regalarmi un po’ spensietatezza. Però stamattina, a “Uno mattina”, si è veramente toccato il fondo.

Argomento del dibattito: il nulla. Conduttori e giornalisti discutevano sulla reazione di uno chef italiano a una recensione negativa su tripadvisor. Quest’ultimo pare infatti abbia risposto male a un avventore il quale, essendosi recato nel ristorante dello stesso, a Londra, si era visto rifiutare dal cameriere il parmigiano che aveva ordinato per il primo di pesce. Così, una volta a casa, aveva pensato bene di sfogarsi sul noto sito, ricevendo però questo commento indietro dallo chef:

“Col pesce il parmigiano non va. Mettilo sullo sterco di vacca”.

E, incredibile a dirsi, ospite in tv era proprio il tronfio ristoratore con la sua compagna, chiamato a dire la sua sull’episodio, felice come una Pasqua di poter pubblicizzare il suo locale a spese del cliente, cornuto e mazziato.

Ma, restando sempre in tema di ristorazione, la vendetta è un piatto che va servito freddo e, quando ho letto in sovraimpressione il cognome della compagna dello chef patinato ma maleducato, mi è venuto troppo da ridere, Vacca appunto. Forse ne è stata l’ispiratrice.

Chi di vacca ferisce di vacca perisce. Evidentemente di vacche se ne intende.

Assioma

Mi sono avvicinata a una collega. Puzzava da morire, non riuscivo proprio a starle vicina, son scappata via. Una puzza che era un misto di fumo e sporcizia, mi veniva da vomitare.
È proprio vero che le persone brutte fuori so
no brutte pure dentro e a volte capita che non riesci a scansarle perché lavorano nel tuo stesso ufficio e non le puoi eliminare. Lei ne è l’ esempio lampante.
Lo so, è Natale, dovrei essere più buona ma, per quanto mi sforzi, non ci riesco.
La sua puzza è nauseabonda.
Datemi un fucile please.

Questione di bon ton

L’episodio è noto a tutti o quasi, il sindaco di Viareggio è stato invitato a uscire dal ristorante del club nautico per essersi presentato in bermuda e non in pantaloni lunghi, come prescritto dal regolamento, e lui, per vendicarsi, ha reso noto l’ accaduto su Facebook manifestando “coram populo” il suo disappunto.
Il responsabile del club, per farsi perdonare, ha organizzato una cena in bermuda a cui,  mossa scontatissima, l’ illustre cittadino si è presentato col vestito della festa. Ma, mi chiedo, possibile mai che un uomo di mondo come lui non conosca le regole del gioco? Io ne dubito fortemente.
La prima cosa che devi sapere quando entri in un club qualsiasi è proprio il regolamento, che va accettato e sottoscritto insieme allo statuto.
Piuttosto penso che sia una trovata, nemmeno troppo geniale, per farsi pubblicità e per far pubblicità alla sua città allo scopo di attirare l’ attenzione di turisti sulla cittadina toscana da lui governata.

È estate, il sole dà alla testa.