Riflessioni sulla mamma

Non scrivo mai nulla per la mamma in occasione della festa della mamma perché è una festa che mi riporta col pensiero alla mia di mamma e questo di certo non mi rende felice, mi riapre una ferita mai del tutto rimarginata.

Amavo mia madre alla follia, per lei mi sarei buttata nel fuoco e, invece, a buttarmi nel fuoco è stata lei e da lei ho ricevuto il dolore più grande della mia vita, tanto grande che ancora oggi, a distanza di tempo, non sono guarita. Credevo di morire.

Quando ti arriva qualcosa da qualcuno da cui non te lo aspetti, la mamma appunto, il dolore è ancora più grande, la ferita più profonda. Sei stupita, impreparata, indifesa, inerme.

Sono quasi dieci anni che non la vedo e, nonostante abbia più volte e in più occasioni, cercato di riavvicinarmi a lei, è pur sempre mia madre, al telefono mi ha detto a chiare lettere che non mi vuole più vedere e che non faccio più parte della famiglia. Altro quindi non ho potuto fare che prenderne atto e rispettare la sua volontà.

Dei quattro figli che ha avuto, due le sono morti, una praticamente è come se lo fosse.

Ma come fa a vivere con questo macigno sul cuore, come fa a dormire sonni beati?

Io, che oltre a essere figlia sono anche madre, proprio non riesco a spiegarmelo. Solo al pensiero che possa succedere qualcosa ai miei figli sto male.

Di certo, essere madri non è affatto facile, l’importante è imparare dai propri errori, mettercela tutta, lasciarsi guidare dall’ Amore, quell’amore che è poi il motore di tutto e fa girare il mondo. Questa però è tutta un’altra storia.

La verità è che mia madre è cattiva e sull’altare dell’apparenza ha sacrificato la figlia ma non credo che sia l’unica.

Son tutte buone le mamme del mondo? No, credo proprio di no.

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Al camping Vettore

Nulla. Sono in mezzo al nulla. Seduta al tavolino davanti al mio bungalow mi perdo tra il verde degli alberi e il silenzio che c’è.

Mi piace questo silenzio, è un silenzio a cui non ero più abituata e di cui avevo bisogno per rigenerarmi.

I pensieri si affacciano alla mente senza un ordine prestabilito e così come arrivano se ne vanno via, sono solo di passaggio.

Cerco di leggere qualcosa, ho portato con me un libro ma anche leggere mi pesa. Voglio il nulla, solo il nulla per sentirmi in pace con me stessa.

Questa sono io

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Quando il tuo percorso personale ti porta verso strade che non conosci affatto o conosci a malapena, arriva un giorno in cui decidi che è giunto il momento di chiudere con il passato, rompere con il vecchio, che pure ti ha lasciato qualcosa perché non saresti quello che sei ora con la tua storia pregressa e intraprendere nuove strade, incominciare con entusiasmo qualcosa di nuovo, pronta a esplorare l’inesplorato.

Rabberci le ferite, raccogli quello che di buono c’è ancora in te e, a guisa dell’Eremita dei Tarocchi, sotto il mantello impugni salda la lampada della conoscenza e, piano piano, ti avvii verso nuove mete.

Nel tuo cuore sai che, se pure lentamente, andrai lontana

A malincuore, con un colpo di mano, ho cancellato i miei vecchi blog su cui da tempo non scrivevo più nulla, presa da ben altri pensieri e povera di idee. Ripubblicherò forse qualche vecchio post ma solo se e quando ne avvertirò la necessità, in un anelito di ritorno al passato, fiera di quello che ho scritto e di come l’ho scritto, presa da nostalgia profonda. E, quanto detto, potrà sembrare una contraddizione ai più ma non è affatto così.

E’ solo per gridare al mondo chi sono e come sono e soprattutto che esisto.

Questa sono io Maria Rosaria e sono fiera e indomita.